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           PRONTO AL VIA IL53° FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO, di Stefano Mecenate

 



PRIMA DI BOHEME


DEBUTTO ITALIANO DI NORMA FANTINI IN MIMI’

Sotto la luna del lago di Puccini, la metamorfosi della passionale e appassionata Norma Fantini-Tosca in una dolce e gioiosa Mimì si è felicemente compiuta tra gli applausi incondizionati del pubblico che l’ha promossa a pieni voti.
Alla Prima di Boheme di questo 53°Festival Puccini, il debutto della soprano, che avevamo finora conosciuto ed apprezzato anche a Torre del Lago, nelle sue eccellenti performance in Aida, Tosca, Manon Lescaut, Andrea Chenier, La forza del destino (solo per citare alcune sue felici interpretazioni), è stato promosso a pieni voti grazie alla sua capacità di coniugare una vocalità potente ma melodiosa e suggestiva ed una presenza scenica di grande originalità.
La sua Mimì è davvero una ragazza innamorata della vita e dell’amore e non “la malatina” da compatire fin dal primo atto per attenderne la morte al quarto: gioiosa, solare, maliziosa al punto giusto, vive quel momento felice con i suoi compagni e la morte li coglie impreparati costringendoli, in un tempo troppo breve, a diventare grandi.
Eccellente anche la prova di  Donata D’Annunzio Lombardi che ha dato a questa Musetta del suo debutto torrelaghese, la 16° della sua carriera, sia quella spigliatezza e quella ironia così naturali nel secondo atto, quanto la gravità e la generosità di una donna consapevole di ciò che accadeva intorno a lei, nel quarto, passando con garbata malizia in quel terzo, difficile atto della Barriera D’Enfer.
Doti vocali più che sperimentate, ampiamente confermate in questa prima che l’ha vista, radiosa, raccogliere i meritati consensi del pubblico.
Non ugualmente eccellente la prova di Massimiliano Pisapia che pure conosciamo come ottimo interprete anche di questo ruolo che ha felicemente interpretato alla Scala di Milano, all’Arena di Verona e la Regio di Torno; siamo certi però che i suoi “peccati veniali” saranno prontamente rimossi nelle prossime recite.
Un giudizio complessivamente positivo, anche se non entusiastico, degli altri ruoli, da Gabriele Viviani, Marcello, a Andrea Patucelli, Colline,  a Massimialiano Valleggi, Schaunard.
Una incomprensibile direzione a singhiozzo di Steward Robertson, che variava da momenti di intensa musicalità ad una calma piatta e a un po’ di pasticciamenti, non ha sicuramente giovato all’equilibrio dell’opera che pure è stata “inondata” di applausi durante e dopo la recita che hanno premiato l’assieme senza fare distinzioni.
Piacevole scenicamente e musicalmente apprezzabile il Coro delle Voci bianche del Festival diretto da Susanna Altemura che avevamo avuto modo di godere già nella prima di Tosca nella agitata scena del primo atto.
Le prossime recite di Boheme sono previste per il 5, il 7 e 17 agosto, quest’ultima data con il giovane Maestro Marcello Bonanno alla direzione dell’Orchestra del Festiva Puccini.  

 

Stefano Mecenate


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