I MEDICI DI RUGGERO LEONCAVALLO , di Stefano Mecenate |
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TORRE DEL LAGO – FONDAZIONE FESTIVAL PUCCINI
PRIMA RAPPRESENTAZIONE IN TEMPI MODERNI DI
I MEDICI di RUGGERO LEONCAVALLO
CORO E ORCHESTRA DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO
DIRIGE IL M° ALBERTO VERONESI.
Grande successo per la prima dell’opera
Il sorriso, l’emozione e la gioia con la quale Alberto Veronesi ha salutato il pubblico del teatro di Torre del Lago al termine della rappresentazione de I MEDICI, la dice lunga sulla grande tensione che ha caratterizzato la vigilia di questa prima rappresentazione in tempi moderni (se si esclude quella del ’93 a Francoforte) di questa sconosciuta opera di Ruggero Leoncavallo che tanta poca fortuna ha avuto, almeno in Italia, dalla fine del XIX secolo fini ai nostri giorni.
Appare così ancora più evidente l’importanza del lavoro che il M° Veronesi sta da tempo facendo sul recupero di partiture andate nel tempo dimenticate: un lavoro che non ha solo il valore filologico e storico di una ricerca di “rarità da esibire”, ma assume il significato di un allargamento dell’orizzonte culturale inerente il mondo musicale (ma non solo) e quindi una maggiore comprensione anche delle opere più conosciute alla luce di quelle che, per motivi diversi ma non certo per difetto di qualità, sono andate perdute.
Ma veniamo a questa complessa architettura in quattro atti che Leoncavallo ha composto a partire dal 1890 e messo in scena al Teatro Dal Verme di Milano il 10 dicembre 1893: pur essendo stata rappresentata in forma di concerto (con i soli costumi provenienti dall’archivio della Fondazione Teatro Maggio Musicale fiorentino e della Sartoria Fiorentina arricchiti da preziosi gioielli appartenenti alla vastissima raccolta storico teatrale di Swarovski), ha ottenuto il plauso incondizionato del pubblico che ha più volte applaudito nel corso della rappresentazione, coinvolto da quella musicalità nuova e familiare al contempo capace di intercettare quelle coordinate emozionali ed empatiche che solo certa musica ha il potere di evocare.
Una partitura complessa, dicevamo, e articolata (molto interessanti il terzo e quarto atto)che offre molteplici spunti di analisi, magari da rimandare ad un ascolto successivo, dopo che si è acquietata la curiosità e le incertezze del primo momento. Sarà utile quindi, e ci auguriamo che venga realizzata presto, l’incisione su etichetta Deutsche Grammophon prevista che ci consentirà di approfondire meglio alcune parti di quest’opera non immediatamente recepibili. Buono l’impianto del libretto, realizzato da Leoncavallo, che pur presentando una notevole ricchezza di rimandi “dotti” e di citazioni letterarie, è capace di attrarre l’attenzione del pubblico. Interessante la musica che propone all’interno, ben incastonate, musiche popolari e citazioni quattrocentesche, insieme ad una orchestrazione notevole che l’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino, sapientemente guidata dal M° Veronesi, ha reso con grande maestria.
Pregevole il cast, davvero internazionale, che ha conquistato il pubblico meritando un plauso che deve essere equanimemente esteso a protagonisti e comprimari a partire da Adriana Damato, che ha vestito i panni di Simonetta Cattanei (sostituendo in soli due giorni una indisposta Daniela Dessì); Renata Lamanda Fioretta, Badri Maisuradze Giuliano De’Medici, Ko Seng-Hyoun Lorenzo De’Medici, Eric Owens Giambattista da Montesecco, Vitalij Kowaljow Francesco Pazzi, Carlo Bosi Bernardo Bandini, Arutjun Kotchinian Arcivescovo Salviati, Fabio Maria Capitanucci Poliziano.
Stefano Mecenate
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