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          LUCCA – ISTITUTO BOCCHERINII , di Stefano Mecenate

 

CONVINCE LA GIOVANE ORCHESTRA

CHIAMATA AD INTERPRETARE ALCUNE DELLE PAGINE

PIU’ BELLE DELLA MUSICA DI PUCCINI.

Ottima la performance dei due cantanti,

Elena Bakanova e Gianluca Pasolini

 

“… e dopo le orchestre del Missuri, di Madrid e di Bonn che si sono succedute sul palcoscenico di questa sala adiacente al nostro Conservatorio, adesso tocca a voi. Vi trovate a  cimentarvi per la prima volta con Puccini, quel Puccini che proprio qui iniziò i suoi studi che lo avrebbero portato a diventare uno dei massimi compositori della storia della musica. Insieme al vostro insegnante avete iniziato questo affascinante cammino dentro una musica meravigliosa che respira l’aria dei nostri secoli più vicini e che sa parlare ad ogni angolo del mondo con le emozioni e le suggestioni che è capace di creare. In bocca al lupo ragazzi e fatevi onore…”

Questo breve ma intenso saluto è quello che il prof. Renzo Cresti, direttore dell’Istituto Boccherini di Lucca, ha rivolto ai suoi allievi che costituivano l’orchestra chiamata ad animare il concerto in programma all’interno del festival musicale “Codice 602”
Solo giovani allievi, senza sostegno di professionisti o insegnanti, alle prese con alcune tra le pagine più belle del compositore lucchese, e con due cantanti di livello internazionale come il tenore Gianluca Pasolini e la soprano Elena Bakanova.
Giovani entusiasti per questa opportunità, emozionati per la responsabilità, commossi nell’eseguire quelle arie che Puccini aveva creato; giovani che credono in quello che fanno e che hanno solo bisogno di fiducia e di incoraggiamento, cose che al Boccherini non mancano e li fanno orgogliosi del loro lavoro e dei loro insegnanti.
Premessa necessaria questa a commentare il concerto “La vita di Puccini raccontata attraverso le sue arie d’Opera” perché non è secondario il fatto che ciò che abbiamo ascoltato è frutto di allievi che stanno ancora studiando e non di professionisti avvezzi alle platee e ai concerti.
Eppure, quella giovane orchestra, diretta dalla mano esperta del M° Raffaele Mascolo, ha avuto la capacità di suggestionare il pubblico in sala, strappando convinti applausi e manifestazioni di apprezzamento; certo a tratti un po’ tesi, talvolta impacciati di fronte a tanta musica che può anche  stordire, ma sempre emozionalmente presenti, sempre alla ricerca di quella magia nascosta tra quelle note che non possono essere semplicemente suonate, ma capite e interpretate.
Da Boheme a Madama Butterfly, da Gianni Schicchi a La Rondine, con un breve spazio solo per loro con l’introduzione dell’intermezzo del III atto della Manon Lecaut e il lento dal III atto della Tosca, fino a quello straordinario Nessun dorma della Turandot, l’Orchestra dell’Istituto Boccherini ha saputo accompagnare validamente i due grandi interpreti che da parte loro hanno davvero commosso per la capacità interpretativa oltre che per l’indiscussa vocalità.
 Un pomeriggio di bella musica e di bel canto che conferma il lavoro svolto dall’Istituto Boccherini nella formazione degli allievi, continuando quella tradizione secolare che vede in Lucca una fucina di artisti di fama mondiale che hanno segnato la storia della musica con le loro opere o con  il loro virtuosismo vocale o strumentale.

 

Stefano Mecenate


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