Torre del Lago Puccini – 53° Festival Puccini
MADAMA BUTTERFLY, di Stefano Mecenate |
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APPLAUSI E CONSENSI PER LA PRIMA DI MADAMA BUTTTERFLY
con le scene di Ugo Nespolo e la regia di Stefano Vizioli
Questa nuova produzione di Butterfly, accolta dal pubblico con tanti e calorosi applausi al termine della rappresentazione, ha visto vincere, in un teatro nel quale era stata talvolta penalizzata, la musica. La sua scommessa, il Maestro Laurence Gilgore l’ha vinta davvero; ci aveva anticipato che la sua direzione avrebbe cercato di rispettare tutti i segni della partitura, lasciando che l’orchestra del Festival sussurrasse quelle frasi che Puccini aveva inteso offrire quasi in silenzio per rispettare la dolcezza, il pathos, il dolore delle diverse situazioni sceniche.
Peccato che lo stesso pianissimo lo abbiamo avuto nel “coro a bocca chiusa” che si è sentito davvero poco penalizzando una pagina tanto bella quanto attesa di questa opera.
Un’atmosfera rarefatta è la sensazione che ci ha dato la scenografia, minimalista ma efficace di Ugo Nespolo , che ha funto egregiamente da contenitore per raccontare questa struggente storia d’amore che ha per protagonista la giovane giapponese Butterfly.
Minimalista ma puntuale e pertinente, colorata ma senza ostentazione, così come i costumi che hanno armonizzato in quell’ambientazione per nulla scontata e iconografica ma al contempo rigorosa e strettamente legata ai dettami pucciniani.
Buona ma talvolta sfuggente la regia di Stefano Vizioli della quale abbiamo apprezzato la sottolineatura del complice legame tra Buterfly e Suzuki, come pure il sincero imbarazzo del Console Sharpless di fronte all’incontenibile cinismo di Pinkerton e quel cavallino posto in ombra all’inizio del 2° atto e che tornerà a concludere l’opera dopo il suicidio di Butterfly. Abbiamo capito meno certe altre scelte che ci sono sembrate un po’ forzate. Ma anche in questo caso dobbiamo ritenere il lavoro di Vizioli degno di una prima importante com’è stata, per mille significati ad essa attribuibili, questa del 53° Festival Puccini.
In merito al cast, bella anche se un po’ “scura” la voce di Elmira Veda che ha superbamente interpretato anche sul piano scenico Butterfly, interessante voce e interpretazione della canadese Annamaria Popescu. Ottima la performance di Luca Salsi che avevamo già apprezzato lo scorso anno ma che si ripresenta ancora più maturo e preparato; interessante Emanuele Gianni, un Goro che finalmente canta, e bene, invece che farfugliare il suo personaggio che, per nulla secondario, dovrebbe essere maggiormente tenuto in considerazione nell’economia dell’opera.
In merito a Carlo Barricelli che ha sostituito l’indisposto Hugh Smith, tutta la nostra stima per aver affrontato all’ultimo momento il ruolo di prima voce del cast (avrebbe infatti dovuto dare il cambio a Smith solo nell’ultima recita del 19 agosto), ma, pur offrendo una interpretazione dignitosa, non ha certo brillato affidandosi quasi esclusivamente ai momenti di potenza della sua voce ma ignorando o quasi tutti quegli altri momenti dove il cantato costituisce l’elemento fondamentale della partitura del Maestro lucchese.
Repliche il 29 luglio e poi in agosto il 3 e il 19, data di chiusura del Festival e di addio allo storico teatro che per tanti decenni ha fatto cantare le più belle pagine del melodramma che Puccini ha pensato o scritto proprio sulle rive di questo lago.
Stefano Mecenate
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