LUCCA – PALAZZO DUCALE , di Stefano Mecenate |
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“Puccini Jazz – recondite armonie”
Romanze pucciniane rilette in chiave Jazz da Riccardo Arrighini
e dall’Orchestra del Festival Puccini di Torre del Lago
Mentre nel lontano oriente gli echi della Turandot “raccontata dai cinesi” continuano a suscitare curiosità e interesse nel pubblico che ha avuto la possibilità di ammirarla nel Gran Teatro di Pechino, nella città natale di Puccini, un’altra grande novità si offre alla curiosità e all’interesse degli estimatori della musica del Maestro lucchese.
E’ possibile coniugare le magiche armonie delle sue opere con i mezzi melodico-ritmico-armonici del jazz? Esiste un fil rouge che lega questi due generi apparentemente così diversi?
Riccardo Arrighini uno dei migliori e più versatili pianisti sulla scena jazzistica internazionale, viareggino di nascita e puccinano DOC, ha detto di sì e ha cercato di dimostrarlo, con successo, nella serata “Puccini Jazz – recondite armonie”, che aprirà il calendario “Musicalmente” organizzata dall’ Associazione Musicalia nella stupenda sala Ademollo del Palazzo Ducale. Il progetto porta la firma della Fondazione Festival Pucciniano in collaborazione con Umbria Jazz e, nell’ambito delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di Puccini, presenterà in un tour internazionale, le più belle pagine composte da Puccini, rivisitate in chiave Jazz.
A porgere gli onori di casa il Presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli, e il direttore generale della Fondazione Festival Pucciniano Franco Moretti.
Una serata davvero densa di sensazioni che ha proposto, quale prologo “storico”, l’ascolto di una esclusiva registrazione, unica documentazione audio, della voce di Giacomo Puccini in occasione della sua visita al teatro Metropolitan di New York e l’aria Recondita Armonia interpretata nel 1904 da Enrico Caruso.
Poi è stata una valanga di note, una interessante “contaminazione” di stili che ha riempito la sala: prima Riccardo Arrighini da solo con il suo pianoforte alle prese con pagine immortali di Tosca, Boheme e Butterfly in un sottile gioco di rimandi tra le note pucciniane e quelle che la melodia jazz associa ad esse quale naturale complementarietà o come netto contrasto.
Al Maestro Arrighini si sono poi aggiunti i suoi compagni di viaggio in questa stupenda avventura musicale, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e alla batteria Stefano Bagnoli, per nuove suggestioni che hanno visto l’incondizionato plauso del pubblico in sala.
Ma il clou della serata è stata la seconda parte del concerto, quella nella quale sono intervenuti i solisti dell’orchestra del Festival Puccini diretti dal Maestro Giuseppe Acquaviva.
Ciò che Acquaviva e Arrighini hanno saputo realizzare lavorando sulle partiture pucciniane attraverso la contemporanea presenza dell’orchestra e del gruppo Jazz ha davvero del fantastico: l’intermezzo della Manon Lescaut, il Coro a Bocca chiusa della Butterfly, il terzo atto dell’Edgard hanno saputo cogliere in pieno quelle risonanze profonde tra i due generi musicali evocando suggestioni così forti da ottenere una risposta entusiastica, quasi da stadio, al termine di ogni brano.
Ancora applausi per il brano di chiusura della serata, nuovamente affidato solo al pianoforte e all’estro del Maestro Arrighini: quelle note insistentemente presenti del Nessun Dorma della Turandot nella trama jazz, sono sembrate un giusto viatico per questo tour che passerà attraverso l’ Europa, l’ Asia e gli Stati Uniti portando, in modo originale e innovativo, il nome e la musica di Giacomo Puccini nel mondo.
Stefano Mecenate
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