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Renata Tebaldi


           53° FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO, di Stefano Mecenate

 


PRESENTAZIONE DI RONDINE



Scene e costumi di Nall – regia di Lorenzo Amato

Il ricordo che abbiamo di Rondine al Pucciniano è quello, un po’ sfumato, di un bianco e nero firmato da Simona Marchini nel 1988 con una Lucetta Bizzi in gran forma e un Vincenzo Bello che si misurava, con la sua voce potente, con questo personaggio certamente meno eroico del suo cavallo di battaglia, il Manrico del Trovatore.
Diciannove anno dopo ce la ripropone, con tutt’altri colori, un geniale Nall che reinventa, pur rispettoso dell’ambientazione, lo spirito di quest’opera che doveva essere un’operetta e che per volontà del suo compositore si è invece degnamente aggiunta al novero dei suoi capolavori.
Dopo il debutto torrelaghese con Fanciulla del West, il grande artista americano ha accettato questa seconda e non facile sfida “.. è stata la melodia dell’aria Il bel sogno di Doretta a farmi accettare di fare Rondine e soprattutto ad ispirare la mia creatività per questo piccolo gioiello di Puccini…” dedicandole tutta la sua dolcezza, consapevole della fragilità di questo lavoro. E, a guardare i bozzetti e a spiare le scene e i costumi, sembra davvero che la sua arte abbia saputo dare ali possenti a questa Rondine.
D’altra parte su quest’opera il Festival Puccini ha puntato molto e, in primis, il direttore artistico, Alberto Veronesi che ha scelto di presentare La Rondine, per la prima volta in Italia, in questa  rarissima versione, proseguendo nel progetto di valorizzazione del patrimonio artistico musicale che merita di essere riscoperto dal pubblico e dalla critica, soprattutto quando si tratta, come nel caso di La Rondine di una partitura di straordinario valore artistico. Si tratta infatti della versione conosciuta come quarta che unisce alla rarissima edizione del 1921, che presenta un finale più drammatico delle precedenti, l’aria di Ruggero “Parigi…” nel primo atto
“perché, Maestro, ha voluto Rondine  e  proprio in questa versione?”
perché quest’ultima mi sembra che esprima meglio il lavoro di scavo di Puccini sia dentro i personaggi che dentro la musica. Ingiustamente Rondine è poco rappresentata in Italia: negli ultimi dieci anni abbiamo assistito solo a quattro rappresentazioni l’ultima delle quali nel 2002. E’ invece un’opera molto bella che vede sapientemente miscelate, atmosfere jazzistiche e ritmi sincopati insieme ad echi dei suoi lavori precedenti, da Fanciulla del West a Manon Lescaut. C’è una grande energia ritmica ed un pathos davvero stupefacente che ne fanno davvero un’opera tutta da riscoprire, rileggere e principalmente ascoltare…
“di questa edizione farete un DVD…”
sì; riteniamo che l’assieme voci, scene, orchestra meriti di essere fermato e ricordato. Abbiamo scene particolarissime e coreografie estremamente curate ed un cast che dovrebbe offrire davvero un bello spettacolo…”.
E al debuttante regista (per la lirica), Lorenzo Amato, chiediamo cos’è stata per lui questa esperienza con un’opera come Rondine
“.. se la tendenza generale dei registi d’opera è quella di creare sensazionalismi destinati a ‘stupire’ il pubblico, per me l’interpretazione del libretto e della partitura costituiscono un punto di partenza ma anche di arrivo, della realizzazione di un’opera. Mi ha colpito di Rondine la sensazione che Puccini cercasse di realizzare qualcosa di nuovo che andasse oltre sia al melodramma tradizionale che all’operetta, qualcosa che somiglia al teatro musicale moderno con personaggi credibili e fluidità sulla scena. Poi la dimensione del sogno, quello di Madga ma anche quello di Ruggero che si scontrano pesantemente con una realtà nella quale l’amore non ha spazio, in un mondo così drammaticamente simile a quello nel quale viviamo nel quale non esiste possibilità di crescita o di riscatto e in cui, come ci dice Lisetta nel primo atto, l’incontro tra un uomo e una donna si riduce ad un ‘Si vive in fretta: mi vuoi? Ti voglio. E’ fatto!’ “.
 Non resta che attendere poche ore, alle 21 il palcoscenico si animerà e anche quest’ultima produzione della 53° edizione del Festival Puccini prenderà vita, animata dalle voci di Svetla Vassileva (Madga), Fabio Sartori (Ruggero), Emanuele Giannino (Prunier), Maya Dashuk (Lisetta), Marzio Giossi (Rambaldo). Alla direzione dell’Orchestra del festival il M° Alberto Veronesi.

 

Stefano Mecenate


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