Statuto Firenze Lirica
Stagione operistica firenze Lirica
Consiglio firenze Lirca
Farsi soco di Firenze Lirica
La storia di Firenze Lirica
Renata Tebaldi


           APPENDICE AL 53° FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO, di Stefano Mecenate

 


DALLA CINA CON AMORE PER PUCCINI E LE SUE OPERE

INCONTRO CON LA SOPRANO
CHUN YU XU

Sicuramente tra le più giovani “star” del 53° Festival Puccini, la soprano Chun Yu Xu ha avuto  una grande occasione per farsi conoscere al pubblico del teatro pucciniano, e l’ha spesa bene. La sua Musetta, in una Boheme da favola con scene e costumi del grande Jean Michel Folon e la regia di Maurizio Scaparro, ha trovato tanti e convinti applausi, tutti meritati vista la sua capacità di immedesimarsi con naturalezza in un ruolo e in un’epoca così lontani dalla cultura cinese da cui proviene.
Maliziosa, intrigante, sensibile, gioiosa, Chun ha saputo toccare tutte le corde dei sentimenti legati al suo personaggio, mostrando di credere in questa sua scelta musicale che dal lontano Oriente l’ha condotta sulle rive del lago che è stato culla, rifugio e diletto del grande compositore lucchese.
E proprio su quel lago, al termine della stagione, quando ormai la tensione del debutto aveva lasciato il posto al piacere di una abbandono alla suggestione di quei luoghi che l’abbiamo incontrata per conoscerla meglio…

 1.Come è giunta alla lirica e quali esperienze ha maturato nel suo paese?

Ho amato la musica fin da bambina. Ma non avrei mai pensato di diventare una cantante lirica. Mi ha portato sulla strada un insegnante di musica della scuola superiore, assolutamente per caso. Gli avevo chiesto lezioni di pianoforte e invece finì per diventare il mio primo maestro di canto. Anni dopo sono stata ammessa a seguire gli studi del conservatorio che ho fatto con grande entusiasmo, fino a laurearmi brillantemente, prima del mio corso, premiata con un concerto solista presso Il Concert Hall di Wuhan, la città dove studiavo. Dopo tanti successi scolastici, ho voluto mettermi alla prova e sono andata a Beijing per tentare un concorso nella più prestigiosa organizzazione musicale dedicata alla lirica in Cina. L’ho vinto e, da allora, non ho mai smesso di cantare. Il National Opera House of China è l’ente per il quale continuo a lavorare, prima nel coro, oggi da solista. Negli anni ho cantato tanta musica italiana e europea, anche se in Cina sono rare le occasioni di un allestimento operistico e quasi sempre il bel canto viene proposto nei recital. Ho cantato in tante serate di gala della televisione di stato, la CCTV. Sono stata Gilda in un indimenticabile Rigoletto e ho interpretato ruoli da protagonista in diverse opere liriche cinesi.

 2. Dalla Cina a Torre del Lago: come è giunta fino a qui e come ha vissuto questo periodo al Festival?

Un gruppo della Fondazione Festival Pucciniano a Beijing per delle audizioni mi ha ascoltato e ha voluto invitarmi a seguire un class master in Italia. L’anno scorso a settembre, ho partecipato al primo corso di specializzazione tenuto dalla Signora Mirella Freni e promosso dalla Fondazione. Un’esperienza entusiasmante e, alla fine, sono stata riconosciuta come la migliore allieva della classe. La Fondazione mi ha concesso di cantare alcuni concerti e mi ha offerto questa meravigliosa possibilità: interpretare Musetta, una grande sfida che ho accettato. Sono molto contenta dell’esperienza fatta durante questa stagione trascorsa a Torre del Lago. Mi ha incoraggiato a cercare di migliorarmi ancora. Sono grata ai miei colleghi che sono stati tutti eccezionalmente bravi e capaci di guidarmi con la loro esperienza. In Cina, non si canta mai all’aperto. In Italia si, ma solo se si ha una voce matura e una formazione completa. In particolare, ho potuto prendere tanto dall’esperienza di Donata D’Annunzio Lombardi, un’eccellente interprete in questo ruolo tanto difficile. E’ stata una fortuna incontrarla.

 3. Una sola recita (due recite 11 e 17 agosto): quasi un gioco a testa o croce per mettere in mostra le sue capacità vocali. Come si è preparata?

Un grazie speciale lo devo ad un’altra grande Musetta, La signora Lucetta Bizzi che mi ha seguita e sostenuta, dandomi il piacere di scoprire musicalità e vocalità nuove e per me affascinanti. Ho letto e studiato tanto, per cercare di avvicinare questo ruolo così lontano dal sentire femminile della donna cinese e anche dal mio. Ho passato tante ore, ogni giorno, per settimane, a provare e a costruire la mia gestualità. Musetta è un personaggio estremamente complesso e carico di sfumature. E’ una figura coraggiosa, sincera e libera. Non è solo una figura provocante e determinata, ma è una donna acuta, divertente, molto intelligente e profondamente buona. Ha fiducia in se stessa ed è indipendente: questi sono aspetti del suo carattere che mi corrispondono.

 4. Dentro la Boheme di Folon quasi come dentro una fiaba; come ricorda questo suo debutto italiano in Musetta?

C’è una fiaba cinese che parla di un tale che con una pala riesce a scavare una montagna e la sua volontà alla fine è premiata. Mi hanno detto che Puccini era sempre molto preoccupato delle interpreti di Musetta. Un ruolo impegnativo. Ricorderò questo debutto come una fatica, ripagata ogni giorno dai miei miglioramenti, premiata alla fine da una grandissima gioia e dal piacere di interpretare divertendomi un personaggio che nell’allestimento fiabesco di Folon e Scaparro è una macchia di colore vivo, è la gioia di vivere. La mia passione nel dare vita e voce a questo personaggio è il ricordo che mi accompagnerà.

 5. Cosa l'attende dopo questa esperienza? Di nuovo in Cina o ancora in Italia? e se rientra, quali opportunità l'attendono? 

Intanto, un concerto a Beijing che spero di riuscire a portare anche in altre città della Cina. Al mio fianco canteranno le migliori voci maschili cinesi. Cosa importante: sarà un concerto esclusivamente dedicato alla musica lirica italiana. E poi, vedremo!  In effetti, mi considero molto fortunata per avere potuto fare questa esperienza in Italia e spero di poterla ripetere. Nell’attesa, mi piacerebbe contribuire a presentare la lirica italiana nel mio Paese. Quel tale della fiaba, alla fine viene seguito da altri che prendono ad aiutarlo a scavare la montagna: chissà che la mia esperienza italiana non diventi un’occasione per altri giovani cantanti lirici cinesi che decideranno di affrontare il mondo della lirica italiano. Ecco, mi piacerebbe anche contribuire ad offrire loro questa occasione.

 

Stefano Mecenate


riga