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           PRONTO AL VIA IL53° FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO, di Stefano Mecenate

 


TOSCA

PIOGGIA E ABBASSAMENTI DI VOCE NON IMPEDISCONO IL SUCCESSO DELLA PRIMA

 

Prima un breve ritardo nell’inizio dell’opera per incomprensibili gocce di poggia che scendevano nonostante l’assenza di nuvole, poi la voce del tenore che si incrina proprio nella romanza di apertura dell’opera “Recondite armonie”. L’esordio di questa Tosca, nell’allestimento di Igor Mitoraj del 2006,  non è stato dei migliori; ma mentre il rischio della pioggia ha definitivamente abbandonato il teatro, la voce di Marcello Giordani si è andata progressivamente deteriorando fino a che lo speaker ha annunciato, prima del terzo atto che tardava ad iniziare, che  il tenore accusava un abbassamento di voce ma decideva ugualmente di portare a termine l’opera. Applauso di incoraggiamento, calorosamente ripetuto anche al termine della romanza “E lucean le stelle”, ma un su e giù della voce ha impedito di apprezzarne le indubbie e più che manifestate capacità canore ma non quelle interpretative che, nonostante la defaillance, lo hanno reso sulla scena un appassionato Cavaradossi di grande temperamento.
Come dicevamo le scene sono quelle, discusse e da qualcuno criticate, della passata edizione con qualche aggiustamento e qualche elemento nuovo che, sinceramente, poco ha migliorato quello che, secondo le intenzioni di Igor Mitaraj, voleva che fosse  solo “…fuori dal tempo, dall’epoca, soltanto per accompagnare la musica e darle un contenuto poetico..” E invece ci sono, ben presenti e talora “ingombranti” specie nel primo atto, dove S.Andrea della Valle diviene un misto tra un monastero ortodosso e di sala dei labari. Per il secondo atto, “crescono” le dimensioni del letto che poco si addice allo studio in Palazzo Farnese di un funzionario dello Stato Pontificio come il barone Scarpia ma che pure rimane anche in questa edizione troneggiando ad un lato del palcoscenico con le sue robuste colonne scure, presago esplicito di lussuriosi impieghi.
Decisamente migliore invece la scena del terzo atto; del resto Castel Sant’Angelo, nonostante gli sforzi di fantasia, non può diventare un grattacielo di Manhattan né un igloo del Polo.
In questo non facile “contenitore”, il regista Mario Corradi ha avuto il gravoso compito di far muovere i personaggi di questo dramma in musica. Lo ha fatto, in  verità, con grande cura e passione, cercando di far emergere gli spessori e le ombre di ognuno dei protagonisti, di quel terzetto di umanità potente e fragile al contempo che si incontra e si confronta in un duello senza esclusione di colpi. Ottima la lettura scenica di Scarpia e di Tosca: l’uno altero e delirante, pago del proprio potere e di ciò che, attraverso di esso, è in grado di ottenere, l’altra regale e vulnerabile, gelosa e appassionata, femmina e donna in un mix di grande suggestione. Non tutto di ciò che Corradi ha deciso di far fare ai protagonisti ci è piaciuto: le libertà dell’artista dovrebbero trovare talvolta un freno e un pizzicori buon gusto in più eviterebbe certe soluzioni grottesche e inopportune.
Bravissima Antonia Cifrone che ha dato alla su Tosca una voce potente e delicata, superando i passaggi più difficili con grande maestria e guadagnandosi in più occasioni meritati applausi a scena aperta. Bravo anche Giorgio Surian: il suo Scarpia è un gran bel personaggio e il baritono fiumano lo padroneggia da par suo.
La direzione di Keri Lynn Wilson è apparsa talvolta troppo lenta, quasi a frenare la spinta emozionale dell’orchestra in una lettura solenne e drammatica di tutta l’opera anche in quei punti nei quali magari una mano più leggera e una maggiore distensione sarebbe stata gradita. Buone le sonorità che ha saputo ricavare dall’Orchestra del Festival Puccini che dimostra di crescere anche in consapevolezza del proprio ruolo di interpreti privilegiati di quelle musiche pucciniane che varcano i confini nazionali per dilagare nel mondo portando a tutti il sapore di un “made in Italy” fatto di lavoro, di impegno e di grande sensibilità.
Tosca sarà replicata il 28 luglio e il 4,9,18 agosto.

 

Stefano Mecenate


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