53° FESTIVAL PUCCINI DI TORRE DEL LAGO, di Stefano Mecenate |
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UN SUCCESSO IL DEBUTTO
ALLA DIREZIONE DI TOSCA DEL VENTISETTENNE VIAREGGINO VALERIO GALLI
PRIMA RECITA PER IL TENORE STEFANO SECCO
Mano ferma, il cuore che batte a mille, e chissà quali pensieri nascosti dentro di sé. Poi la bacchetta si alza e il giovane nocchiero punta la prora a largo: c’è solo qualche esitazione davanti alla buca dell’orchestra e al grande palcoscenico, poi non c’è che la musica che chiede di suonare davvero e quelle voci che guida con lo sguardo fisso verso di loro. E Valerio Galli conquista il pubblico con questo suo grande debutto nella direzione di un’opera difficile e famosa com’ è Tosca; applausi che crescono al suo ingresso di atto in atto fino ad uno scrosciare ininterrotto al termine della rappresentazione e il borbottio della gente che lo ammicca meravigliata e compiaciuta “così giovane, così bravo”.
E bravo lo è stato davvero mantenendo tutte le promesse che aveva fatto alla vigilia di questa sua importantissima performance: la sua è stata davvero una direzione tradizionale nel rispetto della partitura, reale nella fluidità con cui l’ha condotta affinché voci e strumenti trovassero quel difficile equilibrio che fa di un’opera un successo, e appassionata. Sì, dentro la sua direzione abbiamo trovato la passione e il cuore di un giovane che ha sentito forte il richiamo per la direzione e che ha saputo coltivarla con determinazione in mezzo ai mille impegni all’interno del Festival, ai concerti in Italia e all’estero e a quel diploma in composizione a cui manca solo l’ultimo anno.
Una direzione misurata e appassionata dove il suono è stato davvero protagonista, docile alla sua bacchetta che ha mosso senza enfaticità ma con grande sicurezza. E l’Orchestra del Festival ha dato vita ad una serata davvero da ricordare regalando al pubblico che gremiva il teatro, momenti di grande intensità vissuti da tutti con una positiva consapevolezza.
E a beneficiare di questa direzione sono stati anche i cantanti che hanno trovato l’onda giusta per dispiegare le voci in un seguito ininterrotto di belle pagine che hanno confermato la straordinaria validità di Atonia Cifrone, una Tosca di temperamento e di struggente dolcezza, che in questa serata è stata chiamata a gran voce per un bis a quel “vissi d’arte” cantato con particolare commozione, e di Giorgio Surian, in ottima forma per il suo difficile ruolo di Scarpia che ha messo i brividi in più di un’occasione a partire da quel finale del primo atto dove Puccini ha con malizia dosato ogni ingrediente per far emergere la sua imponente e malefica personalità.
Prima recita per quest’anno per Stefano Secco che ha padroneggiato il personaggio di Mario Cavaradossi dipingendone un ritratto vocalmente e scenicamente piacevole e regalando al pubblico quelle preziose gemme che sono le due romanze più famose, Recondite Armonie e E lucean le stelle, con impeto e potenza riscuotendone il meritato consenso.
Ancora diretta da Valerio Galli l’ultima replica del 18 agosto mentre si attende il debutto al Festival di un altro giovane, Marcello Bonanno, che prenderà il posto di Steward Robertson in Boheme il 17 agosto
Stefano Mecenate
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