Statuto Firenze Lirica
Stagione operistica firenze Lirica
Consiglio firenze Lirca
Farsi soco di Firenze Lirica
La storia di Firenze Lirica
Renata Tebaldi


         Livorno, teatro goldoni di Stefano Mecenate

 


A GIACOMO LEOPARDI E ZANETTO

PER IL SECONDO APPUNTAMENTO CON LA LIRICA LABRONICA

Premiata la scelta con gli applausi del pubblico

Non manca il coraggio di sperimentare alla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno: dopo “Pagine d’Amore” che ha aperto la stagione lirica 2007/2008, è stato presentato, insieme all’atto unico Zanetto, in prima esecuzione a Livorno, il poema musicale per orchestra e voce A Giacomo Leopardi, produzioni cronologicamente riconducibili ai primi anni nei quali Mascagni era direttore del Liceo Musicale Rossigni a Pesaro.
Commissionato dal Comitato per le celebrazioni del centenario della nascita di Leopardi nel 1898, A Giacomo Leopardi vide alla prima di Recanati illustri personalità come Giosuè Carducci o Enrico Panzacchi. La versione che è stata proposta dal Goldoni per la regia di Alessio Pizzech, si avvale di un contributo video creato per l’occasione, assolutamente pertinente
 per contenuti e scelta delle sequenze, ma che forse, in questa società dominata dall’invadenza dell’immagine, rischia di “distrarre” rispetto all’ascolto della parte musicale. Quest’ultima, affidata all’orchestra Ricreazione Armonica dell’Istituto Musicale “P.Mascagni” di Livorno diretta dal M° Mauro Ceccanti, è apparsa particolarmente interessante per gli sviluppi melodici che vi si possono intravedere pur in una materia prima magmatica e tecnicamente poco rispondente ai canoni del poema musicale propriamente detto. Come aveva indicato lo stesso compositore nella nota introduttiva alla partitura “.. ho cominciato  col dolore della nascita che ci da subito il tema della tristezza che non abbandonerà il Poeta mai più, fino alla morte. Dopo accenno alla gioventù, alla primavera della vita, che tante cose dolci sussurrava al pensiero dell’infelice cantore (…) E viene la morte, la morte desiderata, invocata, la morte liberatrice..” E questa presenza ossessiva e incombente del dolore si ritrova nell’intero svolgimento del brano che contiene interazioni vocali di frammenti di opere poetiche leopardiane, dal Canto notturno al Sabato del villaggio, da Il primo amore All’Italia fino  A se stesso. E’ la soprano Raffaella Angeletti  proporcele tra il cantato e il declamato con forte impatto considerata anche la natura di quei versi. Una proposta particolare ma gradevole che aggiunge a quel percorso all’interno delle opere del compositore labronico quelle “appendici” affatto secondarie che aiutano a comprendere un percorso artistico complesso e difficile.
Allo stesso modo Zanetto assume un significato altrettanto particolare; recentemente presentato a Livorno nel 2001, questa edizione priva di qualsiasi elemento scenico ad esclusione di essenziali giochi di luce  e recitata da entrambi i protagonisti in smoking maschile, richiama da un lato un esercizio scolastico (del resto l’opera fu messa in scena nel marzo del 1896 a Pesaro nella sala da concerto del Liceo Musicale, con gli allievi della scuola nelle fila orchestrali), dall’altro una performance dei primo del ‘900 nella quale il contesto storico e l’ambientazione, sono sacrificati all’essenzialità del messaggio che si ritiene contenga testo e musica.
Certo, delle atmosfere rinascimentale nel quale si muove questa storia, nulla resta e, talvolta, nel vuoto della scena, quelle parole così enfatiche e ridondanti possono apparire eccessive. Eppure l’insieme regge e quasi ne guadagna la drammaticità dei sentimenti messi in gioco, la sostanza di quell’incontro fatale e fatato che determina in Silvia “la crudel Signora” un radicale mutamento a riaffermare come, al di là del tempo e delle singole persone, la potenza dei sentimenti e certe “alchimie” possono generare “miracoli imprevedibili.
Orchesta e Coro sono stati ancora quelli della Ricreazione Armonica dell’Istituto Musicale “P.Mascagni” di Livorno, diretta dal M° Mauro Ceccanti
Apprezzabile la prova della soprano Raffaella Angeletti, Silvia, qualche incertezza in più per la contralto Barbara di Castri, Zanetto, che pure ha riscosso lunghi applausi da parte di un pubblico attento e partecipe che ha premiato anche questa seconda “ardita” scelta della direzione artistica del Goldoni.

 

Stefano Mecenate


riga